venerdì 18 aprile 2008

L’eskimo


L’eskimo


Che fine ha fatto il mio eskimo?

A dire il vero non ho mai posseduto un eskimo.

Quello che indossavo me lo aveva dato Giuliano.
Era vecchio, e con una tasca sempre da ricucire.
Credo fosse di uno dei suoi fratelli maggiori.
Non ne avevo mai comprato uno mio per diverse ragioni: forse non volevo sentirmi omologato a tanti altri, forse non poter scegliere non era nella mia indole.
Allora, perché accettai quel vecchio eskimo sdrucito?
Quale giustificazione addussi e presentai a me stesso per infilare la copia quotidiana de “L’Unità” nella tasca buona, o per mostrare l’orgoglio intellettuale di “Rinascita”, tanto accuratamente ben piegata da far risaltare l’intestazione rossa?

Mi piaceva l’idea che fosse appartenuto a Stefano o a Luigi e che avesse una Storia.
Si una STORIA ! non la storia anonima, impersonale di quegli eskimo che si potevano comprare per poche mille lire al mercato dell’usato di Via Sannio.
Era la STORIA del ragazzo che si era fatto uomo battendo jazz sul rullante e sui piatti della sua batteria rossa e che era diventato professore studiando nei dibattiti di fine concerto.
Mi piaceva l’idea che di quell’eskimo ci fossero tante fotografie che io non avrei mai lasciato ingiallire.

Come sono i miei ritratti con l’eskimo?
Ecco, si vede che lo portavo, come dire, un poco romanticamente, sapendo però che era lui l’eroe non io.
Si, quell’eskimo l’ho amato come si ama chi si ama- incondizionatamente, gratuitamente senza chiedere nulla in cambio. Del resto l’eskimo era un dono, gratuito e inatteso. Io l’ho riconosciuto, come si riconosce l’amore, dal primo momento e al primo sguardo. E l’ho vestito.
Mi ha scaldato, mi ha accompagnato, poi un giorno e tornato dal suo padrone.


Fabriano, 07 gennaio ’08

1 commento:

manuela ha detto...

Attenzione Mimmo a pubblicare il titolo di certi quotidiani, di questi tempi puo' essere SERIAMENTE PERICOLOSO!!!!